leggi nelle news gli ultimi articoli di tuo interesse
Focus | 11 Settembre 2009
di Enzo Garofalo
Nell’ottobre 2008, durante il periodo di preparazione della mostra “Scienza di Puglia” in programma a Bari presso la Cittadella Mediterranea della Scienza, i media regionali anticiparono che il XCV Convegno della Società Italiana di Fisica, previsto nel capoluogo pugliese dal 28 settembre al 3 ottobre 2009, sarebbe stato l’occasione per la presentazione di un'edizione speciale in prima mondiale de "Il Sogno di Galileo", lavoro musicale del compositore romano Federico Bonetti Amendola. Ebbene, si è appreso in questi giorni che esso sarà presentato in concerto il prossimo 29 settembre presso la Basilica di S. Nicola. Dopo il debutto a Bari, alla presenza di Premi Nobel e personalità del mondo scientifico, l’opera è destinata ad una tournèe italiana ed europea in concomitanza con le iniziative per l’Anno Mondiale dell’Astronomia e di Galileo Galilei proclamato dall’ONU nel 2009.
L’evento lungi dall’essere una iniziativa puramente collaterale al prestigioso appuntamento scientifico barese, si inserisce più in generale nell’ambito di una interessante operazione di divulgazione volta a promuovere attraverso vari strumenti la cultura scientifica in Puglia. Tale più complessa iniziativa sinora si è avvalsa soprattutto di una serie di mostre scientifiche, talora di rilevanza internazionale, che, attraverso il supporto di Università e centri di ricerca, hanno inteso valorizzare la Puglia quale regione di eccellenze nel campo della ricerca e delle applicazioni. Ad agire in prima linea in questa operazione troviamo il Distretto di Informazione Scientifica e Tecnologica (DISTI), organismo fondato dalla giornalista scientifica Elisabetta Durante al quale aderiscono le Università pugliesi, gran parte dei centri di ricerca e imprese hi-tech della regione ed il cui obiettivo principale è quello di promuovere un progetto culturale in ambito scientifico che sia soprattutto di modello e stimolo per i giovani. Tale scopo viene perseguito alimentando un canale libero di informazione scientifica e promuovendo iniziative di incontro che facciano emergere i risultati raggiunti da soggetti operanti in ambito scientifico e imprenditoriale altrimenti tagliati fuori dall’attenzione dei media.
Rilevanti risultano in proposito anche le attività della Cittadella Mediterranea della Scienza di Bari (una struttura permanente inserita in importanti network internazionali che operano nel campo della comunicazione scientifica per una partecipazione attiva del pubblico allo sviluppo scientifico e tecnologico) o manifestazioni quali il Festival dell' Energia a Lecce, le Settimane della Cultura Scientifica, gli Open Day promossi da Confindustria e Fiera del Levante e la Notte dei ricercatori, promossa dall' Agenzia Regionale per la Tecnologia e l’Innovazione. Insomma una serie di nuove realtà che intendono stimolare l'interesse dei cittadini verso la scienza e la tecnologia allo scopo di evidenziarne l'importanza per lo sviluppo dell'individuo e della società.
A questo punto viene spontaneo chiedersi come si collochi, in un contesto di questo tipo, la presentazione di un lavoro di carattere musicale, per quanto ispirato alla figura di uno dei padri della ricerca scientifica moderna, Galileo Galilei, della cui rivoluzionaria invenzione - il cannocchiale - quest’anno ricorre il IV Centenario. Abbiamo pensato di rivolgere il quesito direttamente al compositore Bonetti Amendola che abbiamo intervistato e che sarà in Puglia per l’esecuzione de ‘Il sogno di Galileo’. Prima però di lasciare la parola al compositore, ci piace ricordare che il noto baritono barese Giuseppe Naviglio sarà tra i protagonisti di questo importante evento che – ha dichiarato Elisabetta Durante, fondatrice del DISTI – “avviene nella completa assenza e nel totale silenzio delle Pubbliche Amministrazioni, che noi cittadini tutti vorremmo sperare impegnate a sostenere iniziative culturali di più vasto respiro”.
Maestro Bonetti Amendola, la sua composizione ‘Il sogno di Galileo’, verrà presentata a Bari in occasione del prossimo Convegno della Società Italiana di Fisica. Ci può spiegare come è nata l’idea di questo suo contributo artistico all’interno di una manifestazione di illustri scienziati?
E’ nata dall’incontro tra la mia musica e il DISTI, una realtà che ricerca nuovi stili e nuovi linguaggi in grado di comunicare le storie, le sfide, le emozioni legate al mondo della scienza: storie, sfide ed emozioni che la sua fondatrice Elisabetta Durante ha imparato a conoscere bene, in molti anni di giornalismo scientifico. E’ successo che Elisabetta ha ascoltato per caso alcuni miei brani e, come spesso mi ripete, vi ha trovato una cifra musicale di cui da tempo andava a caccia. Una cifra comunicativa degna, dice lei, di una grande operazione in onore di Galileo che sperava di collocare nella Basilica di S. Nicola, luogo del dialogo tra culture e perciò sede ideale per ospitarla. Il suo entusiasmo ha contagiato i vertici della Fisica barese, anche perché l’iniziativa si colloca nell’Anno Mondiale di Galileo. E’ stato così che un anno fa Elisabetta, ancora immersa in un altro progetto impegnativo, mi ha cercato e proposto di riprendere in mano il progetto per portarlo insieme alla meta del settembre 2009.
L’opera sarà presentata in prima mondiale, ma risulta che un lavoro dal titolo analogo sia stato da lei presentato a partire dal 2004-2005 in anteprima a Roma e ad Assisi, e poi ancora al Festival di Musica Barocca di Rovigno, in una versione strumentale con voce recitante, che la vedeva protagonista insieme al romano Trio Arcadia. A fine 2007 la ritroviamo eseguita a Firenze come 'opera di teatro musicale' che sviluppa il libretto-racconto preesistente in una drammaturgia a due avvalendosi anche di passi scelti dalle lettere scritte da Virginia Galilei al padre. Oltre al pianoforte e all’utilizzo di suoni elettronici, stavolta le voci recitanti erano due – maschile e femminile – a cui si sono aggiunte quelle di un baritono e di un mezzosoprano. Con un organico analogo è ancora a Roma nel 2008 come “azione musicale in forma di concerto”, con l’autore al pianoforte. Insomma sembrerebbe una sorta di ‘work in progress’. Ci può dire quali saranno le novità nell’edizione barese e se intende procedere a ulteriori sviluppi?
L’edizione barese rappresenta la meta del mio itinerario creativo intrapreso dapprima solo a livello musicale, poi come racconto con musiche, infine come vera a propria azione musicale, per la quale il racconto originario del “Sogno” si è trasformato in un libretto scritto a quattro mani con il regista e produttore inglese Adam Pollock. Tutti gli elementi delle precedenti edizioni sono rimasti, soprattutto le lettere della figlia di Galileo, ma integrati in una nuova drammaturgia che intreccia le storie parallele di G., uomo di oggi, e Galileo, uomo di ieri.
Lei Maestro, che pure dichiara una formazione culturale di tipo sostanzialmente umanistico, non è nuovo a composizioni legate in qualche modo alla scienza: vorrei soltanto citare tra le sue opere strumentali ‘Pulsar 083345’ per il IV Marcel Grossmann Meeting di Astrofisica dell’85 a Roma, oppure ‘Concerto Planetario’ e ‘Green Planet’, presentati al Festival di Spoleto nel 1990-’91. Come nasce questo interesse?
Come spesso succede per caso. Lo scienziato Remo Ruffini organizzava il IV Marcel Grossmann Meeting e pensava di inserire nel convegno un evento musicale, che doveva essere un concerto di un famoso violinista, il quale si rivelò inaccostabile. Finchè mi fu fatto ascoltare il ritmo della Pulsar 0833-45, e io proposi di scrivere un brano elettronico, con protagonista questo ritmo. Fu subito un grande successo e in seguito, al Festival dei Due Mondi di Spoleto,con il sostegno dell’ASI e del Prof. Luciano Guerriero, illustre fisico barese, fu inserita la Pulsar in entrambe le opere presentate, insieme ad altri segnali “spaziali”, sempre integrati però in un tessuto musicale acustico e, solo in parte, elettronico.
‘Il sogno di Galileo’, è un lavoro ispirato alla figura di un genio che tra XVI e XVII secolo ha operato nel campo della matematica, della fisica, dell’astronomia e anche della filosofia. Che cosa ha ritenuto che la musica potesse riuscire a raccontare in particolare di quest’uomo?
La dimensione interiore di uomo, di padre, di credente sofferente e offeso nella sua fede.
Da artista versatile qual è, nel suo percorso artistico Lei si espresso su più fronti: dall’opera lirica, alla danza, alle opere strumentali, alle musiche di scena, alle colonne sonore. Quale di questi generi ritiene esserle più congeniale?
Un nuovo tipo di teatro musicale non legato agli archetipi della lirica, ormai obsoleti secondo me. Un teatro di interazione continua di parola, suono, gesto. Soprattutto che trovi una strada di comprensibilità e di chiarezza verso un pubblico ormai abituato ai ritmi della televisione e dei messaggini.
Pur componendo un tipo di musica radicata in una solida conoscenza della tradizione musicale occidentale, lasciando spazio a momenti di intenso lirismo e ad una comunicativa, a mio avviso, di immediato impatto emotivo con esiti espressivi di notevole spessore, lei ha fatto sue alcune acquisizioni delle avanguardie non rinunciando, ad esempio e all’occorrenza, all’utilizzo dell’elettronica. A tal proposito le chiedo come valuta il ‘contributo’ delle avanguardie musicali dell’ultimo cinquantennio e in che misura la sua personale esperienza di autore contemporaneo vi si pone in rapporto...
E’ una domanda importante. Non amo immensamente l’elettronica ma è comunque una possibilità in più che non deve essere trascurata. La vita di oggi è impregnata di elettronica, che già non è più quella di Nono, Berio, etc. La musica commerciale ha prodotto, a basso costo, tavolozze pronte da usare per musica di consumo: non si può non tenerne conto. La musica prodotta elettronicamente, nella mia personale esperienza, raggiunge il suo scopo quando interagisce con la musica acustica e allora l’una valorizza l’altra. Fermo restando che nell’arte non ci sono regole predefinite.
Riallacciandoci alla domanda precedente, non crede che certe avanguardie nel voler affermare l’assoluta autonomia del dato musicale rispetto a qualsiasi altra implicazione, concentrando cioè l’attenzione sull’uso possibile dello strumento in sé piuttosto che su un discorso musicale più ampio, abbiano finito spesso col ricadere in una sorta di irrazionalismo tecnicistico totalmente autoreferenziale?
Sì, credo che ciò che viene affermato nella domanda sia giusto. Soprattutto certe avanguardie, o quel che sono, potremmo anche dire “la musica contemporanea” tra virgolette, si sia autoreclusa in un ghetto, snobbando definitivamente il pubblico. E snobbare è una piccola arroganza sintomo di debolezza.
Vorrei concludere questa breve intervista tornando per un attimo a ‘Il Sogno di Galileo’ che ascolteremo presto a Bari. Si è appreso della partecipazione, tra gli altri, del baritono barese Giuseppe Naviglio, un cantante apprezzato oltre che per le doti vocali, per una versatilità che gli ha permesso di cimentarsi sempre con grande successo nel repertorio musicale d’ogni epoca. Com’è nata questa vostra collaborazione? E infine, chi sono gli altri interpreti ai quali ha affidato l’esecuzione di questo suo lavoro?
La versione barese è la prima per orchestra, un organico cameristico ma completo, e sarà l’Orchestra Sinfonica del Lario, diretta da Pierangelo Gelmini, direttore sensibile ed agguerrito. Quattro brevi interludi vocali saranno eseguiti dall’Ensemble dell’Ateneo barese “Il Dodicino”diretto da Antonella Arnese. I due protagonisti sono un attore (G.) Rocco Capri Chiumarulo, e un baritono (Galileo) Giuseppe Naviglio. La loro parte è piuttosto impegnativa e devo dire che la forza e la chiarezza del canto di Naviglio sono particolarmente giusti per il personaggio, che è un Galileo inventato, immaginato da G., scrittore che indaga sullo scienziato da diverse prospettive per scrivere un “one man show” su di lui. Anche qui l’incontro con il modo di recitare di Rocco Capri Chiumarulo mi è parso subito felice. Ma sarà il pubblico a giudicare...
Altre informazioni: www.bonettiamendola.net
www.distinews.net
Bonetti Amendola su www.youtube.com
In basso: il Manifesto del XCV Congresso Nazionale della Società Italiana di Fisica
GUIDA SPETTACOLI | CULTURA | MUSICA |
MAGAZINE Focus | Art | Night | Lifestyle | Generation |
INFO Redazione e informazioni [per inviare comunicati stampa e segnalazioni: cannibali@aliamedia.it]
Cannibali è un prodotto ALIAMEDIA [per la pubblicità su cannibali 080.399.14.31 | 338.888.31.86 | clienti@aliamedia.it]
Cannibali.it, il magazine di chi divora la vita [Bari, Puglia]
Registro Operatori Comunicazione n° 15053 | Registrazione Tribunale di Bari n° 1 del 10.01.2007
Direttore Responsabile: Gianluigi Belsito
Aliamedia Società Cooperativa Editrice (P.Iva 06408410725) | Cannibali è un marchio registrato | email: cannibali@aliamedia.it