
invia i tuoi comunicati stampa a cannibali@aliamedia.it
Art | 30 Settembre 2009
di Enzo Garofalo
Telescopi sul sagrato puntati verso la Luna, Giove e i suoi satelliti e una Basilica di S. Nicola gremitissima come poche altre volte, hanno accolto la sera del 29 settembre la presentazione dell’azione musicale ‘Il sogno di Galileo’ per il cui debutto in prima mondiale l’autore, Federico Bonetti Amendola, ha scelto la città di Bari sede in questi giorni del XCV Convegno della Società Italiana di Fisica. “Nell’Anno Mondiale dell’Astronomia e di Galileo abbiamo voluto che il concerto si svolgesse nella Basilica di S. Nicola – ha spiegato Elisabetta Durante, fondatrice e coordinatrice del Distretto dell'Informazione Scientifica e Tecnologica, ente promotore del concerto insieme al Dipartimento Interuniversitario di Fisica "Michelangelo Merlin" e alla Sezione INFN di Bari - perché è nota nel mondo come luogo di incontro e dialogo tra culture, quindi una sede ideale per celebrare un uomo universalmente riconosciuto come uno dei padri della fisica moderna”.
E di Galileo il compositore Bonetti Amendola, affermato autore di opere liriche, strumentali, balletti e colonne sonore, ha voluto mostrare al pubblico, con l’ausilio della musica, il volto più inconsueto, “la dimensione interiore di uomo, di padre, di credente sofferente e offeso nella sua fede”. Ricordiamo infatti come Galileo, autore della introduzione del ‘metodo scientifico’ e fautore della rivoluzione nelle conoscenze astronomiche, sia stato accusato di voler sovvertire la filosofia naturale aristotelica e le Sacre Scritture a causa del sostegno dato al sistema eliocentrico e alle teorie copernicane. Condannato come eretico dalla Chiesa cattolica, fu costretto all'abiura delle sue concezioni astronomiche e a trascorrere il resto della vita in isolamento. Da questo punto di vista, in concomitanza dei 400 anni dall’invenzione galileiana del cannocchiale, ha assunto un forte significato simbolico rappresentare ‘Il sogno di Galileo’ in una Basilica: "è una meravigliosa iniziativa che farà conoscere il vero Galileo, in un contesto che gli avrebbe dato immenso piacere: la scienza all'interno della Chiesa", è quanto ha dichiarato nei giorni scorsi il Prof. William Shea dell’Univ. di Padova, considerato il maggior esperto al mondo dello scienziato toscano.
Ed è proprio il dissidio interiore derivante dal tradimento delle proprie convinzioni - insieme ai limiti fisici dati da una precoce cecità e ai risvolti della sua figura di padre – ad essere al centro di questa ‘azione musicale’ presentata a Bari. Una formula quella dell’ ’azione musicale’ che fonde musica, teatro di prosa e teatro lirico, in una continua interazione tra suono, parola e gesto. Il risultato è stato quello di una coinvolgente rievocazione di alcuni momenti ora drammatici ora più pacati della vita di Galileo, trascorsi nelle stanze della villa di Pian dei Giullari sulle colline fiorentine.
Il racconto si è sviluppato secondo un centrale e duplice piano narrativo, quello che con taglio quasi 'cinematografico' ha visto protagonisti il baritono Giuseppe Naviglio nel ruolo dello scienziato e l’attore Rocco Capri Chiumarulo, nei panni di G. uno scrittore contemporaneo alle prese con un testo su Galileo, oggetto di un dialogo via email con la figlia lontana. Un artista che nell’affannoso tentativo di darle ‘voce’ letteraria sembra entrare in intima correlazione con la figura dello scienziato. Ad innestarsi su questo ‘dialogo’ tra passato e presente dei due protagonisti, nel quale Galileo prende corpo quale ‘materializzazione’ dei pensieri creativi dello scrittore, è poi la voce fuori campo di Suor Celeste (Eleonora Mazzoni) figlia dello scienziato che, ospite di un adiacente convento, si industria per assistere il padre, divisa tra affetto filiale e più prosaiche esigenze di vita quotidiana. Accanto alla sua anche la voce – in un brevissimo intervento - di Geri Bocchineri (Gerardo Mastrodomenico), segretario del Granduca Ferdinando II. Tutte le parti testuali del ‘Sogno’ sono state tratte da scritti dello stesso Galileo (Abiura, Lunare Corpus, Aenigma lunare, etc.) e da lettere della figlia Virginia (Suor Maria Celeste).
A fare da filo rosso tra i testi la suggestiva e a tratti magnetica musica di Bonetti Amendola (autore anche del libretto insieme al regista e produttore inglese Adam Pollock) con i suoi molteplici nuclei tematici in equilibrio tra melodia ed armonie dissonanti, ora più frenetici e carichi di tensione emotiva, come nel tema della ‘inquietudine di Galileo’, ora più lirici come ad esempio nel caso in cui lo stesso tema si converte in un canto di intima dolcezza all’affacciarsi nel racconto del mondo degli affetti familiari. Alla parte acustica si sono aggiunti anche alcuni inserti - vocali e strumentali - di musica elettronica, compresa una affascinante elaborazione del suono della Pulsar 0833-45, ossia la ‘voce’ di una stella di neutroni. La non facile esecuzione musicale è stata affidata all’Orchestra Sinfonica del Lario che ha assolto egregiamente il proprio compito sotto la guida attenta ed energica del M° Pierangelo Gelmini. Mirabile la performance del baritono Giuseppe Naviglio, la cui voce ha confermato le ben note doti di potenza e musicalità oltre a raggiungere ulteriori vertici di incisività e bellezza in un repertorio come quello contemporaneo che poco concede alla orecchiabilità. Ammirevole, per intensità e ricchezza di sfumature, anche l’interpretazione dell’attore Rocco Capri Chiumarulo. Positiva la prestazione dell’Ensemble Vocale ‘Il Dodicino’ (Associazione Harmonia dell’Ateneo Barese) diretto dal M° Antonella Arnese, al quale è stata affidata l’esecuzione di alcuni interludi corali. Tutti gli interpreti sono stati salutati da lunghi e calorosi applausi da parte del foltissimo pubblico presente, tra il quale un numeroso parterre di personalità del mondo scientifico.
Concludo con una curiosità: la scelta di celebrare Galileo in musica, con un’opera che dopo Bari intraprenderà una tournèe europea, risulta ancor più felice se si considera il legame che con essa ebbe quest’uomo di scienza: figlio di un liutista, compositore e teorico musicale molto noto ai suoi tempi, Galileo ebbe ben presente il potere evocativo della musica allorchè in una lettera a Lodovico Cardi scrisse: "Non ammireremmo noi un musico, il quale cantando e rappresentandoci le querele e le passioni d'un amante ci muovesse a compassionarlo, molto più che se piangendo ciò facesse?... E molto più lo ammireremmo, se tacendo, col solo strumento, con crudezze et accenti patetici musicali, ciò facesse...".
Foto dell'evento (in fondo pagina | © Amendola): 1-2 e 8) Pubblico nella Basilica di S. Nicola; 3) Il baritono Giuseppe Naviglio (Galileo); 4-5-6) L'attore Rocco Capri Chiumarulo (G.); 7) L'Orchestra del Lario diretta dal M° Pierangelo Gelmini; 9-10) La giornalista coordinatrice del DISTI, Elisabetta Durante con il compositore Federico Bonetti Amendola; 11 e 13) Il M° Gelmini, Giuseppe Naviglio e B. Amendola; 12) Giuseppe Naviglio con il compositore B. Amendola; 14)Rocco C. Chiumarulo e Elisabetta Durante
GUIDA SPETTACOLI | CULTURA | MUSICA |
MAGAZINE Focus | Art | Night | Lifestyle | Generation |
INFO Redazione e informazioni [per inviare comunicati stampa e segnalazioni: cannibali@aliamedia.it]
Cannibali è un prodotto ALIAMEDIA [per la pubblicità su cannibali 080.399.14.31 | 338.888.31.86 | clienti@aliamedia.it]
Cannibali.it, il magazine di chi divora la vita [Bari, Puglia]
Registro Operatori Comunicazione n° 15053 | Registrazione Tribunale di Bari n° 1 del 10.01.2007
Direttore Responsabile: Gianluigi Belsito
Aliamedia Società Cooperativa Editrice (P.Iva 06408410725) | Cannibali è un marchio registrato | email: cannibali@aliamedia.it