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Art | 21 Novembre 2009
di Enzo Garofalo
L’arte è tra gli strumenti in grado di accendere i riflettori su una delle tematiche più scottanti del nostro tempo, il cibo, e lo può fare in tanti modi: fermandosi, come spesso fece l’arte del passato, al valore simbolico della sua rappresentazione e quindi rinviando ad altri concetti e ad altri valori, oppure denunciando la terribile penuria di beni di prima necessità in molte parti del mondo o il progressivo processo di dannosa sofisticazione dell’alimentazione conseguente a ciniche esigenze di mercato, oppure ancora descrivendo i complessi e pericolosi meccanismi psicologici ad esso legati, spesso accompagnati da gravi disturbi del comportamento alimentare. Un po’ di tutto questo è presente nelle opere in mostra a Bari, presso la Sala Murat in Piazza Ferrarese, dove è stata allestita l’esposizione ‘Alimentart’ voluta dalla Fondazione Megamark Onlus, col patrocinio di Regione Puglia, Provincia e Comune di Bari. L’iniziativa ha lo scopo, attraverso la vendita delle opere, di raccogliere fondi da devolvere alla Caritas diocesana di Bari-Bitonto per sostenere le mense dei poveri presenti sul territorio barese.
La mostra si inserisce nel più ampio progetto ‘La salute in-forma’ con il quale la Fondazione Megamark, impegnata in progetti di natura sociale e culturale per lo sviluppo del territorio in cui operano i punti vendita dell’omonimo gruppo tranese, vuole contribuire a diffondere una corretta cultura alimentare che consenta di migliorare le abitudini alimentari di bambini e adolescenti, onde evitare disturbi e patologie legati alla alimentazione. Nell’occasione della mostra, proprio perché destinatari principali del messaggio racchiuso nell’intero progetto sono i ragazzi, è stato scelto come testimonial d’eccezione il conduttore televisivo Giovanni Muciaccia, conosciuto dai più piccoli per la sua trasmissione ‘Art Attack’ e chiamato a intrattenerli anche a Bari con un apposito spettacolo previsto nella sede della mostra per il 21 novembre (ore 10 - 13). La Sala Murat ospita anche una sezione dedicata ai migliori lavori del concorso creativo “Capa fresca. Fai il ritratto del tuo frigo” che ha coinvolto circa 7000 bambini pugliesi della scuola primaria e secondaria e la cui premiazione avrà luogo il prossimo 28 novembre (ore 10 - 13).
‘Alimentart’ raccoglie le opere di 52 artisti italiani (tra essi 13 artisti locali) e internazionali che hanno aderito attraverso la donazione di un’opera dedicata al tema dell’alimentazione, consentendo così all’arte di farsi portatrice di un concreto aiuto alle persone meno fortunate. Il tema del cibo, come già accennato, è stato declinato secondo molteplici forme, così come molto vario si è presentato lo spessore espressivo e contenutistico delle diverse opere. Adombra ad esempio con grande efficacia il tema dei disordini alimentari, con allusione all’assunzione indiscriminata di cibo e alla relativa perdita di un più equilibrato senso del gusto, la scultura ‘Caffe?’ (nella foto in alto), ossia il coloratissimo e neo-pop mega sandwich a sei strati, modello big-Mac, realizzato dall’artista milanese Lorenzo Mariani, assistente della coppia artistica di fama internazionale Vedovamazzei. Rinvia invece a quella che può considerarsi per certi versi la patria del ‘junk-food’ (cibo-spazzatura) e del consumismo febbrile, ossia gli USA, l’opera di Annarita Serra dall’emblematico titolo ‘USA e getta’, nella quale stelle e strisce della bandiera americana risultano composte da un mosaico di rifiuti in plastica. Interessante rimando al tema delle sofisticazioni alimentari si ha nell’opera ‘Attenzione leggere sempre l’etichetta’ dell’artista veneto Halfred (nome d’arte di Davide Barco) che con uno stile da illustratore-fumettista ci mostra un umanoide (un essere umano trasformato da una alimentazione sempre più chimica?) intento ad osservare un barattolo aperto di fagioli dall’ironico marchio ‘Magic’ mentre una mostruosa pianta si sviluppa aggressiva dall’interno della tazza di un water. Cattura l’attenzione per la carica ironica con la quale ha rappresentato la lotta ai chili di troppo, vero dramma della società contemporanea, la duplice opera dell’artista barese Ornella Ceci: un acrilico su tela che mostra una enorme torta a due piani intravista attraverso le sbarre di una prigione mentre una istallazione ospita la stessa torta in versione tridimensionale poggiata su una sedia elettrica. Molto più legate ad una rassicurante ‘poetica’ del cibo visto nell'umana quotidianità sono opere come ‘Don’t make me cry’ della pugliese Giusy Loglisci, una brillante stampa digitale su alluminio che raffigura enormi anelli di cipolla rossa di cui pare di sentire i pungenti effluvi, o ‘Cucina nel deserto’, un'opera in tecnica mista su carta del milanese Giancarlo Iliprandi, il quale evoca con pochi ma incisivi tratti un frangente di vita quotidiana nel deserto nordafricano. Vicina a certi stilemi della pittura italiana tardo ottocentesca appare l’opera ‘Farm’ del pittore milanese Pietro Albetti, il quale ha scelto il tema dell’alimentazione animale mostrandoci alcune mucche intente a brucare la biada nella stalla, un’immagine idilliaca e controcorrente in tempi di allevamenti intensivi e di ‘mucca pazza’.
Ospiti della mostra anche alcune opere di fotografia tra le quali ci piace ricordare quella del milanese Alessandro Belgiojoso, ‘Palazzo Mocenigo’, che attraverso l’immagine in prospettiva di uno storico salone da pranzo suggerisce il senso di una ritualità del desinare ormai perduta. ‘Una mattina a Manhattan’ è invece l’opera del fotografo pugliese Vito Amodio, che con mirabile capacità di cogliere l’attimo fuggente ci restituisce riti e luoghi di una spesso frenetica quotidianità contemporanea.
Gli altri artisti pugliesi in mostra sono Pino Colonna di Gravina di Puglia, Antonella Tolve di Lucera e il gruppo di baresi formato da Cinzia Coratelli, Flavia D'Alessandro, Gianluca De Bartolo, Pino Maiorano, Jara Marzulli, Marisa Mola, Bice Perrini e Quetzal (Mauro Picinni Leopardi).
Quella citata è solo una piccola rappresentanza degli artisti e delle opere esposte, tra le quali, accanto ad altri esempi di valore, pienamente coerenti con la tematica della mostra nonché meritevoli di essere acquistate dagli appassionati, ve ne figurano anche alcune decisamente anodine o fuori tema. Del resto nell’arte come per il cibo la qualità appartiene solo ai piccoli numeri.
La mostra rimane aperta presso la Sala Murat (P.zza del Ferrarese) fino al 29 novembre (dalle 10,00 alle 13,00 e dalle 18,00 alle 21,00 – Ingresso gratuito).
Fotoreportage di Vito Amodio
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